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A SAFE SHELTER (Sherpa Records): il video di “Divenire II” da oggi su Youtube

A SAFE SHELTER (Sherpa Records): il video di “Divenire II” da oggi su Youtube

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Divenire II” è il secondo singolo di A Safe Shelter estratto da “On A Quest“, il primo Ep ufficiale dell’artista in uscita a gennaio per Sherpa Records.

In origine ‘Divenire’ era una singola traccia di 7 minuti. Successivamente è stata suddivisa in 3 parti: le prime due apriranno l’EP ‘On A Quest’, in uscita a gennaio, l’ultima lo chiuderà dando un’idea di continuità ciclica. Questa seconda parte è quindi il vero cuore del pezzo stesso. Il concept che ci sta dietro è, come suggerisce il titolo, l’inesorabile scorrere del tempo dell’esistenza umana. Nel pezzo questo è rappresentato da vocals e percussioni di una regolarità comunque mai rassicurante e da sintetizzatori che, pur tentando di elevarsi, rimangono inesorabilmente inchiodati a mezz’aria. C’è un tendere, una volontà, mai una piena realizzazione.
– A Safe Shelter –

“On A Quest” rappresenta per A Safe Shelter la volontà di esprimersi liberamente, di creare musica senza vincoli ben precisi dettati da stili, generi o aspettative. Fare quel che ci si sente di fare, senza filtri né costrizioni. Questi 20 minuti di musica si mantengono in bilico tra ambient ed elettronica, facendo convivere al proprio interno droni e cassa dritta, vocal ipnotici e chitarre, percussioni elaborate e momenti più minimali. Tutte le tracce di “On A Quest” sono state scritte, suonate, prodotte, registrate e mixate da A Safe Shelter (Simone Zagari), in camera sua, con un laptop, sintetizzatori analogici, chitarre, un microfono multitraccia per i field recordings e qualche vst. Luca Ferrari ha poi contribuito a perfezionare il mix e a mettere a punto il master.

Crediti
Produced, performed, recorded and mixed by Simone Zagari
Mastered by Luca Ferrari (Hell’s Kitchen)

Cover art: Sofia Milazzo (Rodef Group)
A Safe Shelter è il progetto solista di Simone Zagari, nato (nel 1991) e cresciuto nella provincia sud di Milano. Simone inizia a studiare chitarra a 12 anni. Dopo 3 anni di solfeggio e arpeggi decide però che è arrivata l’ora di suonare il rock: abbandona il corso e continua da autodidatta, tra un video su youtube e spartiti “tirati giù” a orecchio. Dopo aver abbandonato la musica suonata per un po’, rispolvera la chitarra e riprende a suonare, senza più abbandonarla. Intorno ai 17 / 18 anni inizia ad appassionarsi alla musica elettronica e ad utilizzare i primi programmi di composizione e registrazione, più per sperimentazione e curiosità che per uno scopo divulgativo. Con l’adolescenza e il progressivo passare degli anni, la musica diventa una certezza, se non LA certezza, una fuga dalla vita in provincia, sebbene tutta la produzione sia ancora concepita come strettamente personale, privata.

La vera svolta è attorno ai 20 anni, quando compone musiche per dei video del progetto Rodef Group, vincendo anche un primo premio in denaro in un concorso indetto dal Polo Museale Fiorentino. Denaro subito reinvestito per acquistare le prime apparecchiature per una registrazione casalinga ma soddisfacente. Arrivano le prime demo pubblicate su Soundcloud, per vedere un po’ che effetto possano fare le tracce nel “pubblico”. Sorprendentemente e contro ogni aspettativa (i pezzi in questione erano ambient, di sicuro non un ascolto considerabile “semplice” o “accattivante”) la risposta è positiva.
Da qui in poi inizia il vero percorso finalizzato alla pubblicazione, spinto da alcuni amici che sentono del potenziale in quelle demo. Tra questi Gianmarco Manilardi, che, con le sue conoscenze tecniche, accompagna tuttora Simone nel processo di mix e master dei pezzi.

Il nome del progetto è presto spiegato: A Safe Shelter, un rifugio sicuro, per non dimenticarsi mai da dove tutto è iniziato.

Nasce così la prima traccia, Long Gone, che cattura subito l’attenzione di Sherpa Records, roster che accoglie il progetto nei propri ranghi dopo soli pochi giorni di vita pubblica, ma con in realtà anni di silenziosa e privata gavetta alle spalle.

La musica di A Safe Shelter coniuga diverse declinazioni di elettronica: ambient e beat, chitarre e sintetizzatori, batterie “vere” e drum machine, field recording.
Nei diversi pezzi si trovano in egual misura elementi più scuri e altri più luminosi, dicotomia irrinunciabile nella composizione di A Safe Shelter.
Alla base c’è comunque sempre l’esigenza di una melodia, ma raramente di una forma canzone. La volontà è quella di creare qualcosa che sia difficilmente tracciabile (nonostante l’enorme background di ascolti e influenze), ma non per questo difficile da assimilare.
La musica vuole essere sincera al massimo grado, rappresentando il presente e il passato dell’artista, “un rifugio sicuro” per lui, ma anche per l’ascoltatore.
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