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IL PARTO DELLE NUVOLE PESANTI – Intervista a Salvatore De Siena, cantante e fondator …

IL PARTO DELLE NUVOLE PESANTI – Intervista a Salvatore De Siena, cantante e fondator …

Una lunga storia quella del Parto Delle Nuvole Pesanti, una band che ha sempre unito musica, impegno sociale e politica, ma tutto con una sottile veste ironica. Dopo più di 25 anni di storia tornano oggi con un progetto molto importante, ovvero il portare  a conoscenza della gente quale uso si sta facendo dei beni confiscati alle mafie, il tutto documentato. Ma lasciamo al parola a Salvatore De Siena, fondatore della band e ciò che segue è il resoconto di un’interessante chiacchierata telefonica.
 
Ciao Salvatore, come stai? Benvenuto su Tuttorock. Il Parto Delle Nuvole Pesanti è una lunga storia che dura da più di 25 anni. Cosa ti ricordi degli inizi e cosa è cambiato da allora a oggi?
Diciamo che in 25 anni di storia sono successe tante storie, abbiamo fatto dischi, spettacoli teatrali,libri,  progetti culturali, me li ricordo praticamente tutti, abbiamo fatto veramente tante cose e per quanto mi riguarda mi sta molto a cuore un progetto artistico, culturale e sociale, il nostro ultimo progetto per i beni confiscati alla mafia e dobbiamo ringraziare chi ci supporta. Abbiamo iniziato giovani impegnati contro il sistema e siamo arrivati oggi più maturi a parlare della mafia. Anche oggi comunque cerchiamo di parlare di un sistema che non ci piace, parliamo delle realtà di oggi, anche con gioia ed ironia, che ci hanno sempre contraddistinto, ma sempre con una certa serietà di base.
 
Tu pensi che oggi i giovani riescono a seguire la vostra proposta musicale, che è molto impegnata nei testi ma anche nella musica?
Sinceramente spero di si, cerchiamo di usare un linguaggio anche semplice in modo che tutti possano capire cosa vogliamo dire. Nei nostri concerti ci sono tantissimi giovani e sinceramente parlando spesso vedo solo loro, i giovani. Quindi il problema è dove sono andati a finire gli adulti, quindi il problema è che gli adulti sembra siano dormendo, sembra si siano rassegnati, dove sono finiti i vari movimenti di un tempo che si impegnavano per cambiare le cose?
 
Quindi per tua esperienza oggi sono più attenti i giovani alle problematiche sociali che gli adulti? In un certo senso potrebbe essere anche positivo.
Assolutamente si, possiamo dire che è una cosa positiva, anche se le persone più mature dovrebbero essere più presenti oggi insieme ai giovani. Ho notato un grande interesse nei giovani per questo nuovo progetto, siamo andati a verificare i beni confiscati alla mafia, abbiamo fatto molte riprese e nei video si vede una grande presenza di ragazzi e ragazze, nei campi a lavorare. Difficile che vedi quei ragazzoni che una volta animavano i movimenti del ’68, è una cosa che ho constatato anche io personalmente e la cosa mi fa anche piacere. 
 
Mi ha sempre incuriosito il nome della band, Il Parto Delle Nuvole Pesanti. Quale è il suo significato?
Speravo in questa domanda, è molto originale perché in pochi lo chiedono.
 
Veramente o mi stai prendendo in giro? Nella mia mente se avessi avuto l’occasione di intervistarti, è sempre stata presenta questa domanda da farti!
No, non ti sto affatto prendendo in giro. Anzi ti racconto un aneddoto. Mi sembra verso la metà degli anni novanta, ci scelsero per un festival e in conferenza stampa chiesi perché proprio noi e mi risposero che li colpì proprio il nostro nome. Un vero significato non c’è, ci serviva un nome forte, per essere riconosciuti ed in effetti è molto originale. Un qualcosa di forte, quello che arriva sulla terra da ciò che possono liberare le nuvole nel cielo.
 
Ok, ora sono soddisfatto! Avete calcato il palco del concertone del Primo Maggio, come è esibirsi davanti a tantissima gente?
Bisogna vedere come uno reagisce, non è molto diverso esibirsi davanti a una platea immensa o davanti a pochissime persone, è anche una cosa personale. C’è chi si fa prendere dal panico e chi invece la prende come una passeggiata e chi fa finta che non ha nessuno davanti a se. Per me è tutto molto tranquillo, un’emozione che riproveremo anche quest’anno.
 
Lo spero veramente anche io! Musica, teatro e cinema, perché come band musicale cercate di veicolare i vostri messaggi, il vostro pensiero anche con altre forme d’arte come il cinema e il teatro e non solo con la  musica?
Potrei risponderti con una domanda, perché non avremo dovuto farlo? Ma questo è un pensiero occidentale, se eri nato in oriente non mi avresti fatto questa domanda, perché in oriente ci si libera la mente esprimendola in tanti modi, mentre in occidente siamo portati ad esprimerci meno liberamente, sembra un paradosso ma è così. Specialmente il mondo arabo è così Noi ci sentiamo attratti da varie forme d’arte e cerchiamo di esprimerle tutte e abbiamo più possibilità di essere capiti e di smuovere un po’ di più.
 
Tantissimi concerti anche in giro per il mondo, New York e Baghdad, il Concerto per la Pace, che ricordi hai?
Tanti ricordi, ma anche tanta tristezza, proprio a Baghdad, considera che siamo stati lì nel novembre del 2002, proprio quando cominciava la seconda guerra del Golfo, la gente partecipava, ma si leggeva nel loro volto, nei loro occhi tanta tristezza e voglia di pace, ma anche una grande umanità, ma c’era anche tanta paura, anche noi ne avevamo per la una situazione molto tesa e pericolosa, ma le persone si sono lasciate coinvolgere proprio per quel bisogno di serenità, di aggregazione. Momenti che non scorderò mai.
 
Secondo te, la musica può fare qualcosa per cambiare un pò il mondo? Negli anni passati si organizzavano concerti per smobilitare, pensa al Mandela Day che è poi servito per la liberazione di Nelson Mandela, ma parliamo di più di 20 anni fa. Oggi, cosa può fare la musica in un mondo che invece di unire divide costruendo muri? Basta vedere l’attualità di oggi verso i profughi!
Oggi purtroppo la musica può dire e fare poco, ma non perché non è come quella di una volta, perché la musica è diventata solo intrattenimento e basta, non per poter veicolare messaggi importanti. La musica è anche un sottofondo della nostra vita, la musica è importante perché fa riflettere, a prescindere dai vari generi e aggrega e tutto questo si è un po’ perso oggi e anche noi artisti dovremo ricominciare ad usarla per smuovere le acque.
 
Nel 2013 “Il Movimento Della Poltrona”, una bella provocazione!! Molto attuale anche oggi a tre anni di distanza e con questo nuovo governo!
Lo sappiamo tutti che i politici sono molto attaccati alla loro poltrona, ma non è solo un fatto di oggi, anche di anni fa e noi ci siamo divertiti con questo brano e il video parla chiaro, c’è questa grande poltrona rossa, c’è il maiale, il contadino con il volto da maiale, ma tutto con tanta ironia.
 
 
Parlami ora di “Terre di musica viaggio tra i beni confiscati alla mafia, libro e film”.
E’ un progetto molto importante per noi, siamo andati a verificare realmente ed il tutto è documentato, dal sud al nord, cosa si è fatto e si sta facendo con i beni confiscati alla mafia e devo dire che si sta facendo un buon lavoro, tante cose sono state restituite ai cittadini e al popolo e noi continueremo ancora a documentare tutto questo.
 
Finisci l’intervista come vuoi, se vuoi lanciare un messaggio, visto che trattate temi molto importanti e ti faccio i miei complimenti per questo. Un invito a non essere superficiali e a usare la musica non solo come intrattenimento spensierato!
TI ringrazio. E’ difficile trovare le parole adatte, provate a lasciarvi andare, ad esprimere i vostri sentimenti, le vostre idee senza paure, ma così in generale, di impegnarsi di più per contribuire a cambiare le cose, noi ci proviamo a legare la musica al sociale e lo facciamo con ironia per non appesantirla troppo, quindi lasciatevi andare ed esprimete tutto ciò che sentite.

FABIO LOFFREDO
 
Discografia:
Guerra Al Salario (Demo) – 1991
Alisifare – 1994
Pristafora – 1996
4 Battute Di Povertà – 1997
Sulle Ali Della Mosca – 1999
Roccu U Stortu – 2001
Attenzione All’Estinzione – 2002
Ho Visto Anche Degli Zingari Felici (Live con Claudio Lolli) – 2003
Il Parto – 2004
Slum – 2008
Magnagrecia – 2010
Che Aria Tira – 2013
 
Formazione:
Salvatore De Siena: Voce, chitarra e percussioni
Amerigo Siriani: Chitarra, mandolino e voce
Max Turone: Basso
Mimmo Crudo: Basso
Antonio Rimedio: Fisarmonica
Paolo Presta: Fisarmonica
Angelica Foschi: Fisarmonica
Manuel Franco: Batteria e percussioni
Francesco Rimedio: tastiere
Emanuela Timpano: Sax alto, sax soprano, clarinetto, flauto, cori e percussioni

Foto: per gentile concessione di iCompany
 
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