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IL MURO DEL CANTO – Intervista al cantante Daniele Coccia

IL MURO DEL CANTO – Intervista al cantante Daniele Coccia

La musica del Muro del Canto è un originale distillato di rock, folk e blues , con un’attenta  sperimentazione sia sulla lirica che sugli arrangiamenti.  Tutto ciò lo hanno racchiuso nel loro terzo album uscito a marzo 2016 “FIORE DE NIENTE” e lo stanno portando in giro con tante soddisfazioni: un tour tuttora in corso con circa 40 date in tutta Italia ed il brano “Figli Come Noi”, selezionato tra i 10 finalisti del Premio Amnesty International 2016 – Una Voce Per La Libertà.

Quale/i sono i stati i momenti più emozionanti da quando il muro del canto è insieme.
Di momenti emozionanti ne abbiamo collezionati moltissimi in sei anni. Tra questi, ricordo i nostri concerti nelle carceri romane di Rebibbia e Regina Coeli. L’intensità di ogni sguardo, il peso di ogni parola dentro una galera hanno un valore emotivamente quasi ingestibile, ma lo rifaremmo anche ogni giorno e ci torneremo molto presto.  Un altro momento forte è stato il nostro concerto alla Città dell’altra economia a Roma durante il quale almeno duemila persone sono rimaste impassibili sotto la pioggia scrosciante per ascoltarci senza fare un passo indietro. Io non l’avrei fatto per nessuna band che amo, questo ci mette i brividi ripensandoci. È stata un’esperienza che ci ha legato ancora di più al nostro meraviglioso pubblico, una serata incredibile.

Che cosa significa per te essere un autore e un musicista.
Per me essere autore e musicista significa semplicemente fare le uniche due cose che ho imparato a fare e che mi piace fare. La musica è l’unica forma di espressione con la quale posso lasciare una bella traccia del mio passaggio.

Avete nel vostro immaginario una forte componente anticlericale ma nonostante questo la presenza di Gesù Cristo è sempre centrale nella vostra scrittura. Cosa puoi dirmi in merito?
Gesù Cristo era un uomo che è andato contro il potere del tempo e che ha pagato il prezzo più alto, credeva nell’amore e nell’uguaglianza. Era un personaggio scomodo che il potere ha messo in croce perché fosse da esempio a chi volesse sfidarlo. La chiesa da due millenni rappresenta lo stesso potere che lo ha crocifisso. Per questi due motivi la presenza di Cristo è centrale nelle nostre canzoni e per questi due motivi siamo radicalmente anticleriali nei nostri messaggi.

Qual è la domanda che non ti hanno mai fatto e che avresti voluto ti facessero?
Nel nostro primo disco “L’Ammazzasette” abbiamo inciso un brano “La terra è bassa”. Nessuno mi ha mai domandato perché la prima parte della strofa somigliasse così tanto ad un brano di Sergio Endrigo. Mi sarebbe sempre piaciuto raccontare il perché. “La terra è bassa” è una canzone che mi è stata ispirata dal ricordo di mio nonno, un uomo indissolubilmente legato al lavoro e alla terra. Negli anni della mia infanzia, delle filastrocche e delle ninne nanne, spesso con lui e con mia nonna cantavamo: “per fare un tavolo ci vuole il legno, per fare il legno ci vuole l’albero”. La nostra strofa è cantata sul motivo del brano di Endrigo proprio a tributo di quei momenti di tenerezza ormai lontani. Mi è sempre dispiaciuto non raccontare questo aneddoto e vi ringrazio per avermene dato la possibilità.

Come sta andando il tour del nuovo disco “Fiore de Niente”?
Siamo felicissimi di come è andata la prima parte del tour. Da Marzo fino ad oggi abbiamo fatto oltre 40 concerti in moltissime parti d’Italia, abbiamo suonato in situazioni molto diverse e siamo stati circondati sempre da un grande calore ed entusiasmo. Abbiamo percepito quanto sia arrivato lontano e capillarmente il nostro nome anche nelle province e nelle grandi città del nord come del sud. Quindi siamo felicissimi di come sta andando e siamo pronti per continuare a macinare chilometri anche in tutto il prossimo anno.
 
MARIA ASSUNTA VITELLI
 
 
Band:
Daniele Coccia: Voce
Alessandro Pieravanti: Timpano, Rullante e Racconti
Ludovico Lamarra : Basso
Eric Caldironi: Chitarra acustica
Giancarlo Barbati: Chitarra elettrica e Cori
Alessandro Marinelli: Fisarmonica
 
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